Archive for the 'Dago in the Sky' Category

Dago in the Sky torna Roberto D’Agostino su Sky Arte Hd

30 novembre 2017
Roberto D’Agostino torna con Dago in the Sky, la rivoluzione digitale, dettagliata senza frontiere, dai toni accesi a volte stroboscopica tante ne sono le sfaccettature, con un uso del sesso come trait-d’union del racconto, su Sky Arte Hd.
L’episodio “Kitsch – Mondo Ultrash” un viaggio nel mondo del cattivo gusto, montato magistralmente, visivamente riempie lo schermo saziando il telespettatore con immagini, colori, brani volutamente eccessivi.
La perla: gli italiani leggono solo per autodifesa; la cartella delle tasse, le multe.
La pirlata: al Met il water d’oro massiccio di Cattelan.
No si trova al Guggenheim.. ed è anche perfettamente funzionanate, con relativa coda, ordinata, per accedervi.

Dago in the Sky, martedì h 21.15 Sky Arte Hd i nuovi episodi della terza serie.

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Dago in the Sky Roberto D’Agostino narra il nuovo Rinascimento digitale

7 giugno 2016
Dago in the Sky in onda il mercoledì su Sky Art Hd, Roberto D’Agostino racconta la fine del medioevo analogico e il nuovo Rinascimento digitale in 3 puntate. La prima trasmessa mercoledì scorso era dedicata al Selfie, Io sono la mia fiction (selfie o la costruzione di sé ), raccontando come “Il selfie sia diventato un’ ossessione di massa, anche demenziale, per consegnare agli altri un’immagine diversa della nostra vita”, ” la via più semplice per consegnare agli altri un’immagine diversa di sé. Il Selfie è diventato un’ossessione e persino -un disturbo mentale di massa- “.
Giusta analisi di questa maniacale abitudine, farsi guardare e guardare gli altri sui social come Fb, Instagram e Twitter.
Caratterizzato da un montaggio veloce, chiaro nella visione, con riquadri neri modello Mondrian per incorniciare i selfie più famosi che ne stanno facendo la storia, si fa notare negativamente per l’uso insistente nell’aver scelto selfie a sfondo esplicitamente sessuale. Certo la rete è questo e Dagospia.com sul suo sito ci mangia con il sesso raccontato e guardato però volendo essere un documentario divulgativo, un taglio meno vietato sarebbe stato più piacevole.
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