Dago in the Sky Roberto D’Agostino narra il nuovo Rinascimento digitale

7 giugno 2016
Dago in the Sky in onda il mercoledì su Sky Art Hd, Roberto D’Agostino racconta la fine del medioevo analogico e il nuovo Rinascimento digitale in 3 puntate. La prima trasmessa mercoledì scorso era dedicata al Selfie, Io sono la mia fiction (selfie o la costruzione di sé ), raccontando come “Il selfie sia diventato un’ ossessione di massa, anche demenziale, per consegnare agli altri un’immagine diversa della nostra vita”, ” la via più semplice per consegnare agli altri un’immagine diversa di sé. Il Selfie è diventato un’ossessione e persino -un disturbo mentale di massa- “.
Giusta analisi di questa maniacale abitudine, farsi guardare e guardare gli altri sui social come Fb, Instagram e Twitter.
Caratterizzato da un montaggio veloce, chiaro nella visione, con riquadri neri modello Mondrian per incorniciare i selfie più famosi che ne stanno facendo la storia, si fa notare negativamente per l’uso insistente nell’aver scelto selfie a sfondo esplicitamente sessuale. Certo la rete è questo e Dagospia.com sul suo sito ci mangia con il sesso raccontato e guardato però volendo essere un documentario divulgativo, un taglio meno vietato sarebbe stato più piacevole.
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4 Risposte to “Dago in the Sky Roberto D’Agostino narra il nuovo Rinascimento digitale”

  1. liettapet Says:

    Ciao Smile, sono stata assente qualche giorno, ma adesso sono qui. Ho trovato nel web una lettera di Martin Scorsese alla figlia e, non so perché, ho pensato di inviartene una parte: ( completamente fuori tema)
    Carissima Francesca,
    ti scrivo questa lettera per parlarti del futuro, che io vedo attraverso la lente del mio mondo.
    Attraverso la lente del cinema, che ne è sempre stato al centro.
    Nel corso degli ultimi anni sono arrivato alla convinzione che il cinema col quale sono cresciuto, quello che vive nei film che ti ho mostrato sin da quando eri piccola e che fioriva quando io ho iniziato a fare cinema, sta arrivando alla fine del suo ciclo.
    Non mi riferisco ai film che sono già stati girati, ma a quelli che devono ancora venire.
    Non scrivo queste parole né con desolazione né con un senso di sconfitta.
    Al contrario: io penso che il futuro sia molto luminoso.
    Abbiamo sempre saputo che il cinema è un business, e che la sua arte è stata possibile perché compatibile con le esigenze del business.
    Quando abbiamo iniziato, negli anni Sessanta e Settanta, nessuno di noi si è fatto illusioni su quel fronte.
    Sapevamo che avremmo dovuto lavorare duramente per proteggere ciò che amavamo.
    Sapevamo anche che saremmo andati incontro a periodi difficili.

  2. fulvio Says:

    Ciao,quando si scrive di D’Agostino sono combattuto,non ho ancora deciso se giudicarlo un ciarlatano o un fine dicitore del nostro presente.
    Ciao,fulvio


  3. se questi sono i maestri del pensiero, non mi preoccuperei tanto dei selfi…

  4. liettapet Says:

    Si è cancellato il mio commento. Scrivevo che non mi piace D’ Agostino, né quello che scrive, né ciò che dice.
    Bacio


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