Mission Rai 1, il servizio pubblico schiavo del pubblico che ha creato

4 dicembre 2013

Mission in onda su Rai 1 edulcorato da tutte le immagini che potrebbero scuotere le anime cerca di tessere emozioni forti, calmierate, formato famiglia, placando l’orrore che volutamente viene celato. L’inutilità dei vip, calamita di un certo target, presenti in studio, si manifesta palese: l’ospitata di un calciatore, che si presta per l’occasione, ci ricorda che il pubblico di Rai 1 cresciuto a calcio e canzonette non avrebbe potuto reggere un vero reportage giornalistico.
Il servizio pubblico si ritrova così schiavo dello spettatore che ha creato, frenato nell’osare, figlio di una logica che ci vuole tutti analfabeti perchè se arrivano a pensare che per parlare di rifugiati nei campi profughi, in prima serata sula rete ammiraglia, ci voglia la presenza di Al Bano con la sua famiglia, analfabeti diventa quasi un complimento: incapaci di seguire un documentario giornalistico ma sempre in prima fila per una partita di champions o l’ennesima replica del rassicurante commissario Montalbano.

2 Risposte to “Mission Rai 1, il servizio pubblico schiavo del pubblico che ha creato”


  1. Concordo. L’Italia deve cambiare verso….speriamo nei giovani.

  2. crimson74 Says:

    …com’era prevedibile…


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