A Martina Giangrande: Pensi che un giorno riuscirai a perdonare? Persa una occasione per tacere

29 aprile 2013

“Pensi che un giorno riuscirari a perdonare?” così oggi un giornalista a Martina Giangrande figlia del carabiniere ferito ieri davanti a Palazzo Chigi, durante la conferenza stampa in una sala del Policlinico Umberto I di Roma dove è ricoverato il padre.
Entrando nella sala l’ufficiale che accompagna Martina Giangrande precisa giustamente che la ragazza è molto provata e meglio sarebbe lasciarla parlare senza farle domande e così chiude: lascio a voi e alla vostra intelligenza. La frase – lascio alla vostra intelligenza- di primo acchito parrebbe pesante verso la categoria ma…
Entra la ragazza si accomoda e dice qualche frase di ringraziamento interrotta dall’emozione, iniziando così: “Buonasera a tutti, vi prego di voler comprendere la mia decisione voler fare un comunicato e non una intervista, senza dover rispondere ad alcuna domanda….” Chiarissima, più chiara di così non potrebbe.
Tempo di finire il suo breve discorso che istantaneamente un giornalista esce con la domanda del secolo: Pensi che un giorno riuscirai a perdonare?
Ecco che in un attimo si precipita in quello che oggi è un certo giornalismo.
Questa domanda andrebbe abolita d’ufficio pena la sospensione temporanea dall’albo, visto che come diceva preventivamente l’ufficiale -lascio a voi e alla vostra intelligenza-: bene, l’intelligenza evidentemente non è bastata.
Un giornalsta non è un sacerdote dietro ad un confessionale, solo un prete fronte un credente può parlare di perdono comprendendone il difficile e profondo significato,  gli altri i giornalisti che per lavoro devono anche fare domande, trovasssero altro da chiedere.

Conferenza stampa Martina Giangrande, diretta Rainews24, Sky Tg24 e Speciale Tg La7.

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6 Risposte to “A Martina Giangrande: Pensi che un giorno riuscirai a perdonare? Persa una occasione per tacere”

  1. francesco Says:

    è che il giornalismo in Italia è modestissimo

  2. fulvio Says:

    Oggi la stupidità aiuta.Un tempo i giornalisti erano competenti e indipendenti ,oggi sono sempre,o quasi, al servizio di qualche padrone e la stupidità aiuta nella vergognosa dipendenza verso i poteri forti.A questi pennivendoli non chiediamo intelligenza.
    Ciao,fulvio

  3. agrimonia71 Says:

    è sempre la solita domanda del caxxo….

  4. camosciobianco Says:

    … la domanda più inutile e meno opportuna, ma che i nostri reggitori di microfono si sentono in dovere di porre sempre e comunque. Hanno la sensibilità di un panzer …

    Aspetto di sentire un malcapitato, a cui è posta la domanda stupida, rispondere così: “… il mio perdono lo darò con 9mm di piombo …” 🙂


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